domenica 22 aprile 2012

Trovare la libertà nel silenzio



I VEDA


Cosa sono i Veda?

I Veda sono i più antichi documenti dello spirito umano di cui siamo in possesso. Scrive il Wilson: "Quando i testi del Rg-Veda e dello Yajur-Veda saranno completati, noi saremo in possesso di materiali sufficienti per una giusta valutazione dei risultati che ne deriveranno, e dell'effettiva condizione, sia politica che religiosa, degli Indù in un'epoca coeva alle più antiche testimonianze finora conosciute dell'organizzazione sociale, di gran lunga anteriore al sorgere della civiltà greca, antecedente alle più antiche vestigia finora scoperte dell'impero assiro, contemporanea probabilmente solo ai più antichi scritti ebraici e posteriore soltanto alle dinastie egiziane, di cui tuttavia si conosce ancora ben poco oltre ai semplici nomi. I Veda ci forniscono abbondanti informazioni in merito a tutto ciò che più ci interessa per lo studio dell'antichità".
I Veda sono un'antichissima raccolta di opere sacre di estrema importanza presso la religione induista, che consistono essenzialmente in canti rituali e recitazioni le quali hanno lo scopo di vitalizzare e spiritualizzare ogni fase della vita e dell'attività dell'uomo. Si ritiene che siano il Testo sacro più antico che sia pervenuto ai giorni nostri.


Il termine "Veda" (dalla radice sanscrita vid, "sapere", "conoscere") significa letteralmente "conoscenza", e sta qui ad indicare la suprema conoscenza di Dio, o Brahman.
Fra tutti gli immensi testi dell'India, i Veda sono le uniche Scritture alle quali non viene attribuito alcun autore. Il Rig Veda riconduce gl'inni ad un'origine celeste e ci dice che essi sono stati tramandati da "tempi antichi" e rivestiti di un linguaggio nuovo. Divinamente rivelati di era in era ai Rishi (considerati dei veri e propri veggenti) i quattro Veda sono detti possedere nityatva, "validità senza tempo".
I Veda sono essenzialmente quattro: Rig il più antico, Sama, Yajur e Atharva. Sono collezioni di inni e formule magice, mantra. La datazione è incerta ma risalgono almeno al secondo millennio avanti Cristo. Per più di mille anni sono stati tramandati oralmente; in seguito scritti. L'organizzatore e suddivisore dei Veda, che consentì ai mortali di comprendere la divina conoscenza in essi contenuta, è considerato il mitico saggio Vyāsa, autore del Mahābhārata e dei Purana. Nella tradizione vedica Vyãsadeva viene riconosciuto come un Avatãra di Dio in Persona, uno dei sette principali filosofi dell'India, nonché il più grande filosofo di tutti i tempi.Ciascun Veda consiste di tre parti denominate Mantra, Brahmana e Upanisad. La raccolta dei Mantra, o inni, è chiamata Samhita. I Brahmana contengono i precetti e i doveri religiosi. Le Upanisad e gli Aranyaka, che discutono problemi filosofici, sono le parti conclusive dei Brahmana. Le Upanisad contengono la base spirituale di tutto il successivo pensiero del Pa ese. Delle prime Upanisad, l'Aitareya e la Kausitaki appartengono al Rg-Veda, la Kena e la Chandogya al Sama-Veda, la Isa, la Taittiriya e la Brhadaranyaka allo Yajur-Veda, e la Prasna e la Mundaka all'Atharva-Veda. Gli Aranyaka si collocano tra i Brahmana e le Upanisad e, come suggerisce il loro nome, costituiscono oggetto di meditazione per coloro che vivono nelle foreste. I Brahmana trattano il rituale che deve essere osservato dal capo famiglia, ma quando questi nella sua vecchiaia si ritira nella foresta è necessario qualcosa che sostituisca il rituale, e a ciò provvedono gli Aranyaka. Gli aspetti simbolici e spirituali del culto sacrificale sono oggetto di meditazione, e questa meditazione prende il posto dell'esecuzione del sacrificio. Gli Aranyaka rappresentano l'anello di congiunzione tra il rituale dei Brahmana e la filosofia delle Upanisad. Mentre gli inni sono la creazione dei poeti, i Brahmana sono l'opera dei sacerdoti, e le Upanisad le meditazioni dei filosofi. La religione naturalistica degli inni, la religione ritualistica dei Brahmana e la religione spirituale delle Upanisad corrispondono molto da vicino alle tre grandi divisioni dello sviluppo religioso secondo la concezione hegeliana. Sebbene in un'epoca posteriore queste tre divisioni siano coesistite, non c'è dubbio che originariamente si svilupparono nel corso di epoche successive. Le Upanisad, se in un certo senso rappresentano la continuazione del culto vedico, in un altro senso costituiscono una risposta alla religione dei Brahmana.
Il Rig-Veda o Rgveda (lett. "la sapienza/scienza" - veda - "degli inni" - Rg), è una raccolta di inni religiosi scritti in una forma arcaica di sanscrito, classificati come uno dei quattro principali testi induisti, i Veda. È attualmente impossibile stabilire con certezza la data di compilazione del Rig Veda; gli inni sacri risalgono – nella redazione a noi pervenuta – probabilmente al secondo millennio a.C., nel periodo compreso tra il 1500 a.C. e il 1200 a.C.
Il Rig-Veda descrive un sistema di credenze basato su riti sacrificali.
Oltre alla religione sacrificale, i Rig-Veda contengono molti altri elementi indoeuropei. Le divinità preponderanti in questi inni sono Indra, Agni e Soma, mentre l'antico dio del cielo (Dayus, cfr. greco Zeus) non ha lo stesso rilievo che presenta nel pantheon greco o romano.
Il Rig Veda è una raccolta di 1028 inni, chiamati Sùkta (lett. "ben detto") oppure mantra ("versetto, invocazione") per un totale di 10462 strofe suddivise in dieci libri, i mandala ("cicli, cerchi"), di diseguale ampiezza, struttura e datazione.
Gli inni al suo interno sono raggruppati secondo due criteri:
secondo il contenuto. Abbiamo così una serie di inni dedicati a dei (i deva o devata) particolarmente venerati nel periodo vedico (1500 a.C. - 900 a.C.): Indra, Varuna, Agni, Soma, Savitr o Surya, Usas, etc.
secondo la struttura letteraria. Abbiamo così gruppi di inni con la stessa metrica, disposti secondo la loro decrescente lunghezza; lo stesso criterio per le Sure del Corano.
I libri che vanno dal II al VII sono la parte più antica e omogenea del Rig Veda, ciascuno dei quali è attribuito a poeti veggenti appartenenti alla stessa famiglia e chiamati pertanto "libri di famiglia".
I libri I e VIII hanno la comune caratteristica di essere costituiti da una serie di piccole collezioni anch'esse ascritte a diverse famiglie di poeti veggenti.
Il libro IX è interamente dedicato al dio Soma, un dio dall'importante ruolo nella celebrazione del sacrificio vedico.
Il X libro è il più recente. Esso contiene, tra gli altri alcuni inni di tipo cosmogonico, che testimoniano una nuova sensibilità religiosa e una incipiente ricerca religiosa.
Il Sāma Veda è uno dei quattro Veda, libri sacri della religione induista, e il nome significa "Veda delle melodie".
Il Sāma Veda ci è giunto in tre recensioni: quella della scuola Jaiminīya, della Kauthurna e della Rāniāyanīya.
La raccolta, che ha finalità ritualistiche, è divisa in due grandi ripartizioni: il Pūrvācika, diviso in sei lezioni (prapātihaka) e l' Uttarārcika. La maggior parte delle strofe del Sāma Veda è tratta dal Rig Veda ed è destinata all' udgātar, il sacerdote cantore dell' udgīta (atto sacrificale), il cui compito era quello di cantare accompagnato dai suoi assistenti, il prastotar, il prastāva, il pratihartar ed il subrahmaniya, gli inni (sāman) durante l'esecuzione del sacrificio del soma. Nel Sāma Veda troviamo due Brāhmania molto importanti: il primo è il Jaiminīya Brāhmania o Talavakāra Brāhmania (il Brāhmania dei musici) che prende il nome dal saggio Jaimini. Il secondo è il Tānidyamahā Brāhmania o Pañcavimśa Brāhmania, che prende il nome da Tanda un maestro legato alla trasmissione dello Yajur Veda (Bianco Veda).
Il Sāma Veda offre un contributo notevole per la conoscenza della storia della musica dell'India antica: si tratta infatti del più antico esempio di musica liturgica a noi noto.

 Lo Yajur Veda è un trattato di formule inerenti al sacrificio. Contiene le formule sacrificali, scritte talvolta come litanie ed erano praticate dall'officiante. Yajus significa "formula sacrificale". È una raccolta di formule che il sacerdote officiante (adhavaryu) recitava durante le varie fasi del sacrificio. È pervenuto ai giorni nostri in 2 versioni; Krsna Yajurveda (yajurveda nero)e Sukla Yajurveda (yajurveda bianco). Sono divisi in sezioni in base al tipo di sacrificio. Sono composti in parte in versi (dal Rg Veda) e in parte in prosa ed è il più antico esempio di prosa letteraria dell'antico indiano.
L'Atharva Veda è il trattato di medicina e formule magiche. Raccolta di inni e di preghiere, con carattere più popolare considerando i RigVeda; dal punto di vista etnologico offre interessanti notizie in particolare sui primi rudimenti della medicina Ayuvedica. Ritenuto il testo più recente, fu adottato come manuale rituale dei brahamani, la classe dei sacerdoti addetti ai sacrifici.

sabato 21 aprile 2012

RICETTE : CHAPATI (PANE INDIANO)

Chapati
Ingredienti per dodici chapati:
  • 2 tazze di farina integrale
  • da mezza a tre quarti di tazza d'acqua
  • Ghi o burro fuso




PROCEDIMENTO

  1. Mettete in una terrina la farina e aggiungete gradualmente l'acqua fino a ottenere una pasta morbida.
  2. Impastate, lavorando sul ripiano del tavolo spolverato di farina.
  3. Dividetela pasta in 12 pezzi, fatene 12 palline e schiacciatele col palmo della mano.
  4. Preparate sul fuoco a media temperatura una piastra di ferro che dovrà essere abbastanza calda quando si cominceranno a cuocere i chapati.
  5. Tornate alle 12 palline di pasta ottenute prima e appiattitele con un matterello sul tavolo, preventivamente infarinato, fino a formare dischi di 12 cm. di diametro..
  6. Cercate di renderli più rotondi possibile e mettetene uno sulla piastra di ferro, ormai calda.
  7. Quando comincia a fare bollicine da un lato, giratelo e cuocetelo dall'altra parte (circa 20 secondi per ogni lato).
  8. Mentre il primo chapati cuoce sulla piastra, accendete il secondo fuoco a fiamma media. (Se avete un fornello elettrico mettete una piccola griglia).
  9. Quando il primo chapati è ormai cotto sulla piastra, prendetelo rapidamente con un paio di pinze e tenetelo accuratamente sopra il secondo fornello, finché comincia a gonfiare (circa 5 secondi).
  10. Poi giratelo dall'altra parte, con le pinze e fatelo cuocere altri 5 secondi sempre sul secondo fornello.
  11. Il chapati apparirà come pieno di lentiggini.
  12. Non perdetevi d'animo se non sempre il chapati si gonfierà come deve: occorre un pò di pratica!
  13. Spennellate con ghi.

CHAPATI CHE SI GONFIA DIRETTAMENTE SOPRA IL FORNELLO (VEDI PUNTO 9)


BUON APPETITO!

HARI OM

martedì 10 aprile 2012

ADHO MUKHA SVANASANA (IL CANE CHE SI STIRA )





BENEFICI
  • Rilassa il cervello e contribuisce ad alleviare lo stress e le forme di lieve depressione
  • Da una sferzata di energia a tutto il corpo 
  • Allunga spalle, tendini delle ginocchia, polpacci, archi dei piedi e mani 
  • Rafforza braccia e gambe 
  • Contribuisce ad alleviare i sintomi della menopausa 
  • Allevia i disturbi mestruali se realizzata con un sostegno per la testa 
  • Contribuisce a prevenire l'osteoporosi 
  • Migliora la digestione 
  • Allevia mal di testa, insonnia, dolori alla schiena e stanchezza
  • Svolge un'azione terapeutica per pressione sanguigna, asma, piedi piatti, sciatica, sinusite

venerdì 24 febbraio 2012

CORSO INTENSIVO DI YOGA (in provincia di Torino- canavese)


SCOPRIRE LO YOGA   
Corso intensivo di yoga 

DATE : vedere  nel sito le date dei corsi intensivi

DOVE: SETTIMO TORINESE E CALUSO
Per info vedere nel sito


martedì 21 febbraio 2012

YOGA E HOLLYWOOD

Vuoi star bene? Fai yoga! Studi clinici lo confermano

La disciplina più amata dalle celebrità di Hollywood è apprezzata anche dai medici per gli effetti positivi su corpo e psiche

Vuoi star bene? Fai yoga! Studi clinici lo confermano


Cosa c’è dietro alla tonicità di Madonna, l’armonia di Gwyneth Paltrow, il corpo florido di Raquel Welch, il volto luminoso di Andie Mc’Dowell, la forma perfetta di Halle Berry e di Jennifer Aniston, l’equilibrio di Ricky Martin, i muscoli di Matthew McConaughey? La disciplina più amata da vip e celebs di Hollywood: lo yoga. Che ha ormai preso piede anche da noi: sono un milione e duecentomila le persone che in Italia praticano l’insegnamento nato in India migliaia d’anni fa.
Ma l’antica disciplina indù non è solo diffusa e blasonata, fa anche molto bene. A dirlo i quasi mille studi pubblicati negli ultimi 30 anni su importanti riviste, che indagano proprio il rapporto tra yoga e salute. Di questi, 34 sono studi clinici, ossia sperimentazioni, in ambito ospedaliero e in diverse parti del mondo, che investigano l’efficacia dello yoga per la cura di particolari patologie, anche a confronto con altre terapie fisiche o farmacologiche.

Una disciplina, mille benefici
Secondo questi risultati, se cerchi un modo per ritrovare elasticità muscolare, flessibilità articolare, migliorare la postura, non hai che da imparare le asana, le posizioni dello yoga. Ma i benefici sono davvero molteplici: lo yoga migliora l’efficienza del sistema cardiocircolatorio, abbassando la pressione arteriosa, facilita la digestione, migliora la sindrome del colon irritabile e regolarizza il sonno, aiutando chi ha problemi d insonnia. Negli ultimi anni si è anche indagato l’utilizzo dello yoga come coadiuvante nel trattamento di condizioni severe, come lo scompenso cardiaco, il cancro, l’artrite, il diabete, l’asma e l’Aids. Ma non è tutto: la disciplina ha effetti non solo sull’aspetto fisico, ma anche su quello psicologico. Gli studi confermano infatti che riduce ansia, stress e depressione, aiuta a contrastare gli attacchi di panico così come a guarire da dipendenze alimentari, dal gioco, da alcol e droga. Uno degli ultimi studi in ordine di tempo, pubblicato su The Journal of Alternative and Complementary Medicine, rivela che lo yoga ha effetti benefici sull’umore superiori a quelli prodotti da altre pratiche, come la tradizionale passeggiata. Il suo segreto? Aumenterebbe i livelli dell’acido gamma-amminobutirrico, o GABA, sostanza chimica presente nel nostro cervello che aiuta a regolare l’attività nervosa, tanto che i farmaci che lo contengono sono prescritti per migliorare l’umore e diminuire l’ansietà.

giovedì 16 febbraio 2012

BHAKTI YOGA


HANUMAN UN GRANDE BHAKTA- UN GRANDE DEVOTO DI SRI RAM, SI DICE CHE VIVA ANCORA SULL'HIMALAYA.


Il sentiero del bhakti yoga è il sentiero della devozione, dell'amore e del sacrificio per la propria Divinità (Ishta- Devata). Il devoto o meglio il bhakta vede la sua Divinità o il Supremo in tutte gli esseri viventi animati e non, vede la vita stessa come un grande gioco divino nel quale si sente solo un servitore del Maestro Supremo.
E' un sentiero molto dolce, ricco di tradizioni, testi, scritture che esaltano le vicende sia della Divinità scelta che dei suoi devoti.
 Le tradizioni della bhakti sono sia nell'induismo che in altre religioni. Si dice sia facile avvicinarsi al bhakti yoga, ma sono rari coloro che ne capiscono veramente il significato.



LE SCRITTURE CI DICONO...


SRI BHAGAVAN UVACA
MAYY AVESYA MANO YE MAM
NITYA-YUKTA UPASATE
SRADDHAYA PARAYOPETAS
TE ME YUKTATAMA MATAH

Traduzione

Il Beato Signore disse:

Coloro che in Me fissano il loro spirito e che, posseduti da una fede suprema, mi adorano in un'unione costante, quelli li considero i più perfetti nello yoga.
Bhagavad-gita 12,2

CICLO DI NASCITE E MORTI





VASASMI JIRNANI YATHA VIHAYA
NAVANI GRHNATI NARO PARANI
TATHA SARIRANI VIHAYA JIRNANI
ANYANI SAMYATI NAVANI DEHI

Traduzione

"Come un uomo cambia un vestito usato per prenderne uno nuovo, così l'abitante del corpo (l'anima incarnata) abbandona i corpi logori per rivestirne dei nuovi.
Bhagavad-gita 2,22 

lunedì 6 febbraio 2012

L'OZIO E' IL PADRE DEI VIZI!


 Il riposo è sacro ma l'ozio è diabolico. 





Ma poi dopo...
 


Se ce l'ha fatta lui...

ALLA SCOPERTA DEL SE'





 Lo yoga è il viaggio alla scoperta del nostro mondo interiore.



MA SIAMO PROPRIO CONTENTI DELLA NOSTRA VITA?


Lo stress, l'ansia che si accumula rende spesso la vita stessa insopportabile?  

BEH, Noi possiamo darci UN TAGLIO.
DIAMO NOI il ritmo alla nostra vita piuttosto CHE FARCI IMPORRE IL SUO!

Uno stile di vita virtuoso senza troppi eccessi e con una sana pratica introspettiva come l'esercizio fisico, l'ascolto del respiro, la meditazione, ci apre le porte verso una vita sana e  serena che ci fa apprezzare tutte le piccole cose del quotidiano. Sentirci più vivi e liberi è un diritto universale da non lasciarsi sfuggire e quindi diciamo basta ad uno stile di vita che non sentiamo come il nostro. Cambiare non vuol dire, però, lasciare tutto e scappare via, ma significa cambiare dal di dentro, cambiare il nostro modo di pensare e modificare le nostre cattive abitudini.



martedì 3 gennaio 2012



   Gli yogi sono i maestri dei sensi. Con la pratica costante (sadhana) riescono a controllare la mente meglio di altri e così vivere una vita serena in armonia con se stessi e l’universo.

domenica 4 dicembre 2011

LE ORIGINI DELLO YOGA

Le origini dello yoga risalgono all’origine dell’uomo e da quando questi si è posto le prime domande sulla creazione.
A livello geografico si dice sia nato in India o almeno le pratiche conosciute provengono dall’India ma lo yoga come tale non si può localizzare in un determinato luogo.

L'UNIONE CON IL DIVINO


Per avvicinarsi e progredire nel sentiero dello yoga bisogna avere un sincero desiderio di migliorarsi.
Ognuno si avvicina a questa pratica per diversi motivi: c’è chi cerca la salute fisica e mentale, chi la serenità, chi la ricerca interiore, chi il potere, chi la conoscenza ecc.
Lo yoga è una pratica genuina che eleva il praticante a stati superiori di consapevolezza.
E' l'unione con il nostro IO più profondo.


mercoledì 23 novembre 2011

L'EGO


L’EGO

L’ego o meglio il falso ego è ciò che ci lega alla materia ed è un grande ostacolo al progresso spirituale. Il falso ego è l’identificazione della mente con il nostro corpo,  con la nostra vita, nome, status, ruolo, religione, lavoro, sesso, nazionalità ecc. Si sviluppa con il contatto dei sensi con la materia. L’ego è come un muro che ci separa dal nostro vero IO che trascende la materia, che è puro e uguale in tutti gli esseri viventi ed è pieno di felicità, gioia e beatitudine (Satchidananda).


 

venerdì 11 novembre 2011

PREVENIRE CON LO YOGA


PREVENIRE E' MEGLIO CHE CURARE!
Imparare lo yoga aiuta a prevenire tanti problemi e malattie sia fisici che mentali.

Un corso con cadenza settimanale anche di una volta a settimana (meglio però due volte!) vi porterà ad ottenere grandi risultati.

Le basi per iniziare il corso sono: voglia di migliorarsi e di stare bene, apertura al cambiamento, costanza, impegno e determinazione.

Alcuni dei benefici dello yoga:

Lo Yoga agisce nel corpo:
-  ringiovanisce il sistema scheletrico e muscolare (osteoporosi, rigidità articolare, dolori al tratto lombare e cervicale, contratture e crampi),
-  migliora i processi vitali, come la digestione e la diuresi (stitichezza, acidità, incontinenza urinaria)
-  migliora la circolazione sanguigna e linfatica ( pesantezza e gonfiore nelle gambe,    disturbi cardio-vascolari, deficit del sistema immunitario)
-   riequilibra il sistema endocrino e ormonale (diabete).

Lo Yoga agisce sulla mente:
-  ripristina l’equilibrio psico-emotivo (disturbi neurovegetativi, ansia, depressione, apatia, alcoolismo)
-  ripristino della capacità mnemonica (amnesia)
-  capacità di lucidità mentale ( disturbi della parola e della scrittura)
-  combatte l’insonnia.

Lo Yoga agisce sul respiro:
-allunga e approfondisce il respiro
-elimina maggiori quantità di anidride carbonica
- accresce il volume di ossigeno (asma, bronchite)
- dona vitalità.

 Sentirsi più agili, più sciolti e più tonici aiuta a far crescere l’ottimismo ed il benessere interiore delle persone.

sabato 5 novembre 2011

IMPARARE A CONTROLLARE LA MENTE



 Per colui che l’ha dominata, la mente è la migliore amica, ma per colui che ha fallito nell’intento, la mente rimarrà la peggior nemica.
                                                                    B.G. 6.6    

martedì 18 ottobre 2011

MEDITAZIONE IN PROVINCIA DI TORINO: CORSO DI MEDITAZIONE A SETTIMO TORINESE

  CORSO DI MEDITAZIONE

Tecniche di concentrazione che 
conducono alla meditazione ed al controllo dei pensieri e della mente.



Dal 7 di novembre ogni lunedì alle ore 21,00
presso il centro Luigi Bosio a Settimo Torinese.


 Per info vedere nel sito




martedì 6 settembre 2011

SADHANA

La sadhana, o esercizio della disciplina, è il fondamento del sentiero spirituale ed è seguita costantemente da chi si dedica alla ricerca della realtà.
È il mezzo più efficace per affrontare se stessi, esaminare la propria vita e il proprio agire attraverso il luminoso cristallo delle osservanze e delle etiche dello yoga.
La vera sadhana, pratica, non è certo la semplice metodica ripetizione di tecniche apprese, ma è l'applicazione continua dei principi dello yoga, è la capacità di riuscire a cogliere in ogni contesto e situazione i preziosi insegnamenti che la vita ci offre.



martedì 30 agosto 2011

YOGA IN PROVINCIA DI TORINO:CORSO DI YOGA A SETTIMO TORINESE



CORSO DI YOGA A SETTIMO TORINESE


POSIZIONI (ASANA)
RESPIRAZIONE (PRANAYAMA)
CONCENTRAZIONE (DHARANA)
RILASSAMENTO

Lo yoga è l'arte di mantenersi sani, giovani e sereni

PER INFO E SUI CONTATTI VEDERE NEL SITO

venerdì 26 agosto 2011

PERCHE' FARE YOGA?

"Oggi, più che in ogni altra epoca nella storia dell'umanità, il modo di vivere sottopone le persone a stress e tensioni che sono difficilmente controllabili. In molti fanno uso di tranquillanti, di sonniferi, di alcol e di altre sostanze nel vano tentativo di combattere l'ansia. Nel 1957, su consiglio del maestro Swami Sivananda, arrivai in America. Egli mi disse:"Vai e risveglia la loro coscienza nella memoria, e riportali sul cammino dello yoga". 
Lo yoga, la più antica scienza della vita, è in grado di insegnarvi a controllare lo stress non solo a livello fisico, ma anche a livello  mentale e spirituale.  Ogni automobile, sia essa di gran lusso o una vecchia carcassa, per funzionare bene ha bisogno di cinque cose: la lubrificazione, il sistema di raffreddamento, l'impianto elettrico, il carburante e un buon autista alla guida. Le asana, le posture dello yoga, lubrificano il corpo mantenendo in forma i muscoli e le articolazioni, armonizzando il tono di tutti gli organi interni, e consentendo di migliorare  la circolazione senza creare affaticamento. Il corpo viene raffreddato per mezzo del rilassamento completo, mentre il pranayama, la respirazione yoga, aumenta il prana, la 'corrente elettrica' . Il cibo, l'acqua e l'aria che respiriamo costituiscono il carburante. La meditazione infine, consente di calmare la mente che è la guida del corpo. Meditando, imparerete a controllare e infine a trascendere il corpo, che è il vostro veicolo fisico. 
Chiunque può praticare yoga, indipendentemente dall'età, dalla condizione e dalla religione: giovani o vecchi, sani o malati, tutti possono trarre beneficio da questa disciplina. Dopo tutto, qualunque siano le nostre scelte di vita, dobbiamo tutti respirare e, se ci muoviamo poco e ci nutriamo in modo sbagliato, a lungo andare corriamo il rischio di ammalarci di artrite. Si può imparare a medita su un fiore, sulla stella di David o sulla croce, su Krishna o su Rama. L'oggetto su cui concentriamo può essere diverso, ma la tecnica è sempre la stessa. I primi praticanti yoga cercavano la risposta a due questioni di fondo: come liberarsi dal dolore e come affrontare la morte. Essi scoprirono che per mezzo delle posture yoga è possibile controllare il dolore fisico, che con la respirazione si possono controllare le tensioni emotive e che attraverso la meditazione possiamo capire chi siamo realmente. Dunque, si può dire che, sebbene lo yoga parta dal corpo, alla fine fine lo si trascende. 
In conclusione, vorrei dire a tutti voi che lo yoga non è una teoria, ma uno stile di vita. Se non avete mai assaggiato il miele, anche se vi dicessi mille volte che è buono, non potrete capirlo sino a che non l'avrete provato. Praticate lo yoga e vedrete come vi fa bene.

SWAMI VISHNUDEVANANDA

CORSO DI YOGA A CHIVASSO


CORSO DI YOGA A CHIVASSO
  
POSIZIONI (ASANA)
RESPIRAZIONE (PRANAYAMA)
MEDITAZIONE 
RILASSAMENTO

Lo yoga è l'arte di mantenersi sani, giovani e sereni

PER INFO E SUI CONTATTI VEDERE NEL SITO

YOGA IN CANAVESE: CORSO DI YOGA A CALUSO



CORSO DI YOGA  A CALUSO

POSIZIONI (ASANA)
RESPIRAZIONE (PRANAYAMA)
CONCENTRAZIONE (DHARANA)
RILASSAMENTO

Lo yoga è l'arte di mantenersi sani, giovani e sereni

PER INFO E SUI CONTATTI VEDERE NEL SITO

giovedì 25 agosto 2011

SE...


SE...

Se... riesci a non perdere la testa,
quando tutti intorno a te la perdono e ti mettono sotto accusa;

Se... riesci ad aver fiducia in te stesso, quando tutti dubitano di te,
ma a tenere nel giusto conto il loro dubitare;

Se... riesci ad aspettare, senza stancarti di aspettare,
o, essendo calunniato, a non rispondere con calunnie
o, essendo odiato, a non abbandonarti all’odio
pur non mostrandoti ne troppo buono ne parlando troppo da saggio;

Se... riesci a sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;

Se... riesci a pensare, senza fare dei pensieri il tuo fine;

Se... riesci, incontrando il Successo e la Sconfitta
a trattare questi due impostori allo stesso modo;

Se... riesci a sopportare di sentire le verità che tu hai dette,
distorte da furfanti che ne fanno trappole per sciocchi,
o vedere le cose per le quali tu hai dato la vita, distrutte
e umilmente, ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;

Se... riesci a fare un sol fagotto delle tue vittorie,
e rischiarle in un sol colpo a testa e croce,
e perdere, e ricominciare daccapo
senza dire mai una parola su quello che hai perduto;

Se... riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi
a sorreggerti, anche dopo molto tempo che non te li senti più,
ed a resistere quando ormai in te non c’è più niente,
tranne la tua volontà che ripete ...resisti;

Se... riesci a parlare con la canaglia senza perdere la tua onestà,
o a passeggiare con il re senza perdere il senso comune;

Se... tanto amici che nemici non possono ferirti;

Se... tutti gli uomini per te contano, ma nessuno troppo;

Se... riesci a colmare l’inesorabile minuto,
con un momento fatto di sessanta secondi;

Tu hai la terra e tutto ciò che è in essa e quel che più conta...
...SARAI UN UOMO... figlio mio.
 Rudyard Kipling